C’eravamo tanto odiati

 

Ce l’hai un minuto?

Per cosa? 

Voglio parlarti, ecco per cosa.

Ok. Ci vediamo al bar.

Quale bar?

Quello in cui sei vicino.

Non ti far prendere dal panico, è un caso non ti stavo seguendo.

Riattacco.

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Sai che c’è?

Ho appena finito.
Ho appena finito di raccontare ciò che è successo negli ultimi giorni… e di due settimane fa e di due giorni fa e di ieri.
“… e del fatto che stai dormendo pochissimo… ogni notte… di nuovo…”
Sorride che sembra il Jolly delle carte dal negro…
… e cambia discorso.
“La sapevi quella del medico e del vecchietto stitico?”
Non aspetta nemmeno che gli risponda.
“Arriva in studio sto vecchietto e dice al dottore che è una settimana che non va di corpo…”
Comunque non la so.
“No, non la so” dico mentre continua a raccontare.
“Il dottore mette le mani avanti. Ho la soluzione! Non si preoccupi.”
“Ma non vuole conoscere i sintomi o sapere cosa ho fatto in questi ultimi giorni?”
“no no nononononoooo… Ho la soluzione le dico…”
Ridacchia mentre racconta.
Probabilmente la storiella riserva una di quelle oscenità che lo gratificano.
“Ebbene. Deve solo aspettare. Vedrà che in capo ad una seconda settimana andrà di corpo. Problema risolto.”
“… e se non capita?”
“Allora  morirà. Problema risolto”
Ride e ammicca mentre si da da fare per riaccendere il sigaro.
Sono stanco e deluso.
“Sei un coglione.” dico sentendomi ancora più stanco e deluso.
Aspira. Espira.
Guarda il sigaro.
Sputacchia un pezzetto di tabacco.
“Sai che c’è?… ho la soluzione…”
Incrocio le braccia. Mi aspetto una delle sue. Eh, si, Signore-mi-pento-e-mi-dolgo-dei-miei-peccati… Ma perché cazzo ogni volta mi metto in situazioni simili?
Mi guarda e mi da la soluzione… e l’assoluzione:
“Piantala di rompermi i coglioni ogni volta che le cose non girano come vorresti.”
Gia. Bravo. Bel colpo.
Ma l’ultima parola è la mia. 
“Sai che c’è? Una volta tanto mi sei servito davvero.”
…e questa manche è pari.

Lo scatto finale

Sei sempre stato un tipo riservato. 
Mi hai dato quest’impressione da subito: di uno che si muove con attenzione, rispettando gli spazi degli altri.
Senza strafare. 
Anche quando siamo entrati in confidenza e poi amici, questa tua caratteristica è rimasta immutata.
Affettuoso ma rispettoso. Deciso se c’era bisogno di agire senza mai darsi arie da gran combattente.
… e avresti potuto perché lo eri. 
Se serve, si fa. 
Una volta siamo andati anche a correre assieme, ricordi?
Non ha funzionato granché. 
Un po’ ti mancava l’allenamento. Effettivamente quando mai avresti dovuto allenarla la corsa di resistenza?
Un po’ ti mancava la motivazione, se non il piacere di fare qualcosa assieme.
Ieri sera invece è stato diverso.
Ieri sei stato capace di correre e darmi dei punti. 
Mentre ti vedevo andare via sempre più veloce mi sono chiesto.
Chissà com’è correre senza sforzo.
Chissà com’è correre e poter prendere il volo.