Perché le riunioni con i parenti sono una gran rottura di cazzo

Schermata 2016-04-19 alle 11.47.18… quando va bene…
 
Caro Sergente Zimm non ne posso più. Ogni maledetto fine settimana, mi toccano i pranzi con i parenti. Quelli dei miei parenti e quelli dei parenti di mia moglie.
E’ poco dirai… in fondo sono due pranzi alla settimana… e manco cucino… ma è abbastanza…Ne ho le palle piene dei soliti discorsi, ne ho le palle piene delle solite domande… gli scherzi, i soprannomi, i modi di fare…ed in verità non capisco perché… anche per gli altri è così?
Cioè se ci penso non c’è nulla di tanto insopportabile…E’ più come quel pelucchio della calza che si mette di traverso e ti da fastidio quando cammini…Ti togli la scarpa, provi ad esaminare il tutto e non trovi nulla di fuori posto…Rimetti la scarpa e di nuovo bestemmi… come ogni volta…
Scusa lo sfogo.
 
Guglielmo A.

Scusa un paio di palle.

Passi lo sfogo ma ti rendi conto di quanto usi i puntini di sospensione? Volevi rendere l’idea che pensi a singhiozzo? Comunque se il tuo scopo era irritarmi abbastanza da maltrattarti con una risposta cinica hai fallito nell’intento. Sei andato oltre e quindi ti becchi la verità, assieme alla consapevolezza che non poi fare nulla per migliorare la situazione. Sei condannato, bello mio.

Fastidio dici? Fastidio che alla fine diventa insopportabile. Quindi fastidio nel sapere che la settimana prossima il circo apre di nuovo con lo stesso spettacolo. Bene, amico mio, benvenuto negli schemi sociali. Prego da questa parte le mostro dietro le quinte come funziona il macchinario.

Nei primi cinque secondi una persona decide se le sei simpatica o meno. Nei successivi cinque decide se ti è superiore, alla pari o inferiore. Dopo di che ti appiccica un’etichetta sopra, giusto per non sbagliare. E’ prassi, non è una cosa personale, nessuno c’è l’ha con te. A questo punto togliere quest’etichetta richiede un lavoro dieci volte superiore a quello di appiccicarla. Un lavoro che va mantenuto costante e che, sicuro come il fatto che tua madre ti farà le polpette perché da piccolo ti piacevano tanto, non puoi assolutamente pensare di fare nell’arco di poche ore una volta alla settimana. Aggiungici che se sei il possessore dell’etichetta è pressoché impossibile togliertela da solo. Aggiungici anche, così completiamo il quadro, che anche ammesso che per intervento divino ci riuscissi servirebbe solo a fartene mettere un’altra.

Di la verità. Sei di quelle persone abbastanza sensibili da accorgersi che la gente non ascolta, vero? Cerca solo riferimenti e conferme a quelle che sono le proprie impressioni. Dai Guglielmo a me puoi dirlo. Fai outing, liberati di questo peso.

Soluzioni? Sarebbe corretto dire che non ce ne sono. Ma non sarebbe vero. Si, ho scritto che ti avrei detto la verità perché la tua lettera mi ha davvero infastidito. Quindi mantengo la parola. In verità una soluzione c’è. E’ molto efficace e funziona sempre. Nel giro di qualche mese risolveresti il problema.

Ma col cazzo che te la dico.

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