Provarci lo stesso.

“Ci conosciamo?”

“No. Si. E’ complicato.”

L’uomo che mi si siede di fronte suda un poco malgrado l’aria condizionata. Fuggevolmente penso che si prenderà un malanno. E’ giovane ma piccoli segni grigi si fanno strada tra i capelli tagliati corti. Brutto essere vecchi da giovani.

“Le rubo solo dieci minuti.”  – si umetta impercettibilmente le labbra  preparandosi a parlare.

“Prego…”

Rimango tranquillo. Altre volte, poche per fortuna, mi è successa la stessa cosa. Rimango tranquillo ma gli guardo le mani. Rimango tranquillo mi siedo meglio, in modo che lo schienale non mi impacci nell’estrazione.

Non dovrebbe essere necessario. Parte del fatto che lavoro bene è che riconosco la gente. Questo vuole davvero parlare.

“Vede. Io ho un potere. Ce l’ho da quando sono bambino. In qualche modo riesco a vedere il futuro.” 

Faccio un movimento lento per prendermi una sigaretta. Il locale è praticamente deserto e la cameriera al bancone non sembra vere la voglia di venire sino al tavolo a ricordarmi i divieti.  Lui mi guarda e ridacchia. “no grazie.”

Anche se avevo intenzione di offrigliene una inarco un sopracciglio in risposta al misero trucchetto.

“Vede. Ho passato l’adolescenza da un istituto di cura ad un altro sino a che non sono riuscito a controllare il mio potere. Per controllare intendo che grazie a dei farmaci questo non si manifestava più.” 

Penso che un bel ‘sti cazzi ci starebbe bene. Mi godo una seconda boccata.

“Sino a qualche mese fa. Ho smesso di prenderli pensando di non averne più bisogno e gli episodi di chiaroveggenza si sono ripresentati. Regolarmente alla mia visione corrispondeva la realtà”  Ridacchia nervoso. Annuisce da solo. “Ogni volta… ogni singola volta… e beh, lei che avrebbe fatto? Ho pensato di sfruttarli a mio vantaggio. Non appena ho avuto una visione su un evento sportivo sono andato a scommettere.”

“Sono sicuro che adesso il racconto si fa interessante.” dico capendo  che tipo ho di fronte.

“Così scommetto pesantemente. Vado a botta sicura no? Ma mi frego con le mie mani. Perché c’è il trucco no? Vedere nel futuro il risultato di una corsa non vuol dire che scommettendo su di essa vincerai e diventerai ricco. Devi avere la visione di te che vinci e diventi ricco.”

Spengo al sigaretta a metà. Adesso inizia la solfa.

“Così scommetto e vinco… ma solo in teoria. Nella realtà accade che la mia vincita non risulta. Un errore informatico, un errore umano, insomma la mia vincita non risulta ed io sono fortemente indebitato con dei tipi pericolosi. “

“Simpatico. Prevede il risultato ma non il fatto di incassare i soldi. Non puoi fregare il destino … giusto?”

Vorrei farmi una seconda sigaretta ma proprio ora non è il caso di rilassarsi. Lui annuisce. Sembra ancora più nervoso.

“… e perché mi sta raccontando questo?” 

“Perché l’ho visto accadere. “

“Ovvio” Non riesco a trattenere un piccolo sorriso.

“… e perché ho visto che le persone con cui sono indebitato hanno commissionato un killer per uccidermi.”

“Anche questo abbastanza ovvio” annuisco stando all’erta.

“Quindi… beh, come ho detto prima non si sfugge al proprio destino. Le vorrei chiedere magari di fare in fretta.”

A questo punto mi faccio serio. Mi aspettavo implorasse o cercasse di corrompermi. Niente di tutto questo.

Si alza senza aggiungere altro esce dal locale lasciando una generosa mancia.  Se ha complici sono comunque fregato. Ma ho la sensazione di avere a che fare semplicemente con uno squilibrato… e le sensazioni nel mio lavoro sono l’ottanta per cento di tutto.

Siamo in uno di quei quartieri in cui è bene stare molto attenti come ci si muove. Lui si sposta tranquillo. Sceglie un posto che probabilmente avrei scelto anche io per fare il lavoro con disccrezione. Ho i  nervi tesi a mille. Una situazione del genere non mi è mai capitata e detesto improvvisare.

“Sono pronto” mi dice impassibile al fatto di avermi di fronte con la pistola in mano.

Il tempo di pensare di alzare l’arma e lui si volta e prova a scappare. Fa a tempo a fare forse due passi prima che gli pianti tre colpi nella schiena. Va giù immediatamente. Lo finisco con altri due alla testa. E mi rimane il dubbio.

Ha provato a sfuggire al suo destino o ha previsto che doveva provare a scappare ?

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